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12-10-2011 - Il Pistacchio di Bronte è DOP

Il Pistacchio di Bronte è DOP
Il “Pistacchio verde di Bronte” ottiene l’iscrizione nel registro europeo delle Dop BRONTE – A 7 mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del disciplinare di produzione, il “Pistacchio verde di Bronte” ha ottenuto l’iscrizione nel registro europeo delle Dop, ovvero le Denominazioni di origine protetta. Un traguardo che chiude definitivamente l’iter burocratico e mette al riparo il verde pistacchio brontese da ogni tipo di sofisticazioni. In pratica adesso chi vuole pregiare il proprio prodotto del marchio “Pistacchio verde di Bronte Dop” dovrà assoggettarsi ad un piano di controllo, approvato dal Ministero, a garanzia di qualità e originalità. Il primo ad essere soddisfatto per l’iscrizione è il sindaco di Bronte, Pino Firrarello: “L’Unione europea – ha affermato – ha portato a termine un iter che dà giustizia ai tantissimi produttori di pistacchio di Bronte. È d’obbligo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito ad ottenere questo risultato che fa entrare di diritto il nostro pistacchio fra i prodotti tipici di eccellenza. Adesso – continua - faremo ii possibile per trarne il massimo beneficio. Per l’economia agricola di Bronte si è aperta certamente una pagina nuova, frutto del lavoro di promozione che abbiamo svolto in questi ultimi anni”. “Con il riconoscimento europeo di questo prodotto di qualità, l’Italia non solo mantiene il suo primato, raggiungendo la cifra di 194 riconoscimenti Dop e Igp, ma si conferma il paese delle eccellenze e della tipicità”. Vale la pena ricordare che la Sicilia è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio, e Bronte, con oltre tremila ettari di coltura, ne rappresenta l’area di coltivazione principale (più dell’80% della superficie regionale) con una produzione dalle caratteristiche uniche che ne fanno un prodotto di nicchia di grande valore. Viene usato nell’industria dolciaria, ma è squisito anche nei primi e secondi piatti o arancini, ed è utilizzato anche nella preparazione degli insaccati. A Bronte se ne raccolgono oltre 30 mila quintali. Una ricchezza di quasi 15 milioni di euro che rappresenta poco più dell’1% della produzione mondiale di pistacchi. Oggi, secondo i dati forniti dal Consorzio, i produttori, dopo aver a fatica coltivato per 2 anni le piante, vendono il pistacchio con il guscio più o meno a 9 euro e 50 al chilo. A comprarlo sono i commercianti che lo sgusciano e lo rivendono ad un prezzo che può variare dai 24 ai 30 euro. Una differenza che i produttori adesso sperano si assottigli anche perchè la certificazione avrà un costo.